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A PROPOSIO DELLA LETTERA APERTA DEL SENATORE FRANCHI

Ho letto questa mattina con vivo interesse la lettera aperta del Senatore Antonio Franchi rivolta alle forze politiche della sinistra giuliese. Ne sono rimasto positivamente colpito e ne ho colto alcuni spunti che vorrei riprendere. Come presidente dell’Associazione Demos devo dire che tali punti sono parti integranti di un recente documento (uscito meno di un anno fa) approvato all’unanimità dall’Assemblea dei Soci Demos di Giulianova e rivolto a tutti i partiti politici (non solo alla sinistra). Il documento puntava a suggerire la strada del rinnovamento dei partiti e del rilancio della democrazia di base. Il problema del metodo democratico, infatti, è trasversale e riguarda l’intero sistema dei partiti che soffre di cronica autoreferenzialità, leaderismo e oligarchismo, per le quali malattie si allarga sempre di più il suo allontanamento dalla società civile (il non voto ha superato di molto il 40% e si avvia verso percentuali più alte).

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GIULIANOVA – CONSULTA COMUNALE DEI GIOVANI. C’E’ QUALCOSA DI NUOVO?

Nei giorni scorsi il Consiglio comunale di Giulianova ha approvato all’unanimità, non senza polemiche, l’ordine del giorno urgente firmato da due consiglieri comunali, contenente il regolamento per il funzionamento della Consulta comunale dei giovani. Se si pensa che tale mozione è stata approvata all’unanimità con due emendamenti dell’opposizione di sinistra (lo specifico perché i due consiglieri proponenti sono anch’essi di opposizione, ma non di sinistra), a prima vista sembrerebbe un fatto altamente positivo per la partecipazione dei giovani all’amministrazione pubblica, ma così non è. In più, osservando soprattutto gli ultimi avvenimenti (come la decisione sull’abbattimento dei pini, presa senza consultare i cittadini e ignorando le iniziative prese da partiti e associazioni dissenzienti), non si direbbe che l’Amministrazione Costantini sia davvero orientata a recepire la partecipazione di chiunque non sia d’accordo con le decisioni della maggioranza. Figuriamoci dei giovani. Ma andiamo per ordine.

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IL SISTEMA DEI PARTITI HA PERSO CLAMOROSAMENTE NEL LAZIO E IN LOMBARDIA. A GIULIANOVA QUESTO PREOCCUPA QUALCUNO?

I risultati elettorali nelle regioni Lazio e Lombardia, qualora ce ne fosse ancora bisogno, hanno dimostrato senza ombra di dubbio quanto ampio sia diventato il fossato che divide questo sistema dei partiti dalla società civile.

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AUTONOMIA DIFFERENZIATA. Il d.d.l. del Governo contro il Parlamento

La proposta Calderoli approvata dal Governo nei giorni scorsi non mi ha sorpreso: la trasformazione della forma di Governo a Costituzione invariata, ormai da decenni, rappresenta un processo che sembra inarrestabile. Esso si sviluppa anche con la complicità delle forze politiche che a parole si proclamano contrarie, ma nei fatti l’hanno favorito. Continueranno a favorirlo? Lo vedremo, ma per ora il d.d.l. Calderoli insieme ai commi 791-802, art. 1 della legge di bilancio 2023 rappresentano per quel processo due tappe fondamentali e significative.

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AUTONOMIA DIFFERENZIATA, fra vecchi nodi che vengono al pettine e furbizie secessioniste

Ho più volte sostenuto che il fascismo al potere non ci arriva mai da solo perché c’è sempre qualcuno che gli spiana la strada. Anche nel caso della cosiddetta “autonomia differenziata” quel qualcuno lo ha fatto. Due “apripista” un po’ diversi, ma che attualmente coincidono: è un Governo fascista che eredita il secessionismo leghista e recepisce il disegno di legge Calderoli!

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DEMOCRAZIA E COSTITUZIONE SULLA SCENA TRAGICOMICA DEL PRESENTE (parte terza: buon 2023)

Guardandolo dal profilo politico, attraverso il prisma della democrazia costituzionale e dei diritti, il nuovo anno si presenta molto male.
Non sembra diradarsi la turbolenza impressionante che minaccia una guerra atomica, sullo scenario del conflitto fra Russia e Stati Uniti con sede l’Ucraina. Entrambi, infatti, puntano alla “vittoria” e Biden punta al coinvolgimento diretto dei paesi della Nato a partire dall’Italia. Questa, supinamente, obbedisce e invia risorse militari al Governo ucraino ignorando così i principi pacifisti della nostra Costituzione ed esponendo la nostra economia e i nostri territori a preoccupanti ritorsioni e ricatti.
Nei Balcani, la separazione voluta dalla Nato fra Serbia e Kossovo sta dando frutti aberranti: sale alle stelle una tensione che potrebbe degenerare da un momento all’altro; in altre parti, come in Turchia, si scatenano attacchi e bombardamenti contro la popolazione curda del Rojava seminando centinaia di morti fra inermi cittadini senza che nessuno ne parli, ne soffra, si strappi i capelli e invochi invii di armi per i resistenti; in Iran, il popolo, le donne e le bambine sono perseguitati, repressi e massacrati da un sistema sanguinario; il popolo palestinese è vittima di un intensificarsi delle aggressioni da parte del nuovo governo Netanyahu, ma anche qui, i “benpensanti” nostrani non si pongono nemmeno lontanamente il problema della solidarietà con quelle popolazioni aggredite da quasi ottanta anni. E si potrebbe andare avanti, visto che nel mondo di guerre di aggressione e aizzate dalle superpotenze ce ne sono circa trenta.

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BUON COMPLEANNO BELLA COSTITUZIONE

l 22 Dicembre del 1947 fu approvata dall’Assemblea Costituente la COSTITUZIONE ITALIANA. Fu promulgata dal Capo Provvisorio dello Stato Enrico De Nicola il 27 dicembre 1947; fu pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 298, edizione straordinaria, del 27 dicembre 1947 ed entrò in vigore il 1º gennaio 1948.
Buon compleanno bella Signora….

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GIULIANOVA – PER UNO SGUARDO D’INSIEME IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2024

Dopo le elezioni politiche di quest’anno e nei mesi appena successivi, fra i raggruppamenti politici giuliesi che compongono la maggioranza si sono verificati gli ormai abituali cambi di casacca post-elettorali e spostamenti di cariche pubbliche mirati al raggiungimento di personali obiettivi di carriera e di prestigi autoreferenziali, in vista delle prossime elezioni comunali. Il problema che si pongono tali raggruppamenti, infatti, è quello di presentarsi all’elettorato con una veste abbastanza credibile per racimolare il 51% del 50% (quando va bene) dei voti validi che usciranno dalle urne. Non di recuperare (almeno in parte) quell’altro 50%: questo obiettivo non interessa quasi nessuno dei gruppi politici in lizza perché si sa, “meno siamo e meglio stiamo”.

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DEMOCRAZIA E COSTITUZIONE SULLA SCENA TRAGICOMICA DEL PRESENTE (parte seconda: il trionfo degli equivoci)

Nella prima parte di questa breve “collana” di personali valutazioni, ho solo fatto una piccola disamina prima facie del perverso rapporto fra i cittadini, il sistema dei partiti e le istituzioni sulla scena tragicomica del presente. “Perverso”: aggettivo ponderato con il parametro di questa Costituzione, naturalmente, che vorrebbe tale rapporto inverso a come attualmente si presenta. “tragicomica” è la scena: essa presenta nello stesso momento profili tragici e comici. È una tragedia il minacciato abbandono del progetto costituzionale della Repubblica democratica nata dalla Resistenza che l’insieme dei partiti al governo in questi ultimi venti anni sta portando avanti fra apparenti contraddizioni e false rivalità.

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